La Città metropolitana di Torino ha dato il via alla sedicesima edizione della campagna di salvaguardia degli anfibi, avviata ogni anno in corrispondenza della migrazione dei rospi verso gli stagni di riproduzione. Con il ritorno delle piogge e l’innalzarsi delle temperature a fine febbraio, gli anfibi escono dai siti di svernamento e affrontano un viaggio spesso insidioso, reso pericoloso dal traffico veicolare sulle principali strade provinciali. Per ridurre la morìa di animali schiacciati dai veicoli, il Dipartimento Ambiente e Sviluppo Sostenibile coordina interventi che prevedono cartelli di segnalazione per gli automobilisti e l’installazione di reti che indirizzano i rospi verso i sottopassi, o agevolano il lavoro di volontari che, manualmente, trasportano gli animali da un lato all’altro della carreggiata. Nel corso degli anni, in località come San Giorio di Susa, Rivarossa, Rosta e Buttigliera, il fenomeno migratorio si è ridotto drasticamente, mentre in altre aree - come la collina di Torino e la zona del lago Gurzia (Comuni di Vistrorio e Vidracco) - la migrazione conta ancora migliaia di esemplari e il coinvolgimento dei cittadini resta alto. Qui operano attivamente i volontari di Legambiente e LAC, che posano barriere e organizzano presidi per la tutela dei rospi nel periodo di massimo rischio. A Giaglione sarà installata una barriera per proteggere i rospi diretti verso un lago privato, mentre nella Val Pellice diverse squadre di volontari stanno identificando nuovi siti di intervento, con l’obiettivo di estendere la salvaguardia laddove le criticità appaiono maggiori. In sedici anni di esperienza si è osservato che i cosiddetti "rospodotti" spesso non funzionano a causa del diametro ridotto e della riluttanza degli animali a utilizzarli: viceversa, sottopassi di dimensione superiore sembrano essere accettati dagli anfibi per il passaggio in sicurezza.